Il contributo dei Giovani Democratici alla costruzione del PD

venerdì 7 settembre 2007

Un'ottima serata...rosa shokking! - bis

(…Segue da questo post…)

Ma facciamoci raccontare l’avventura di “Voglio mondo rosa shokking” direttamente dalle autrici, ripercorrendo la nostra chiacchierata con Rossella Canevari e Virginia Fiume…

Il PROGETTO
Il libro “Voglio un mondo rosa shokking” si incardina in realtà in un progetto più ampio: “Quote rosa shokking”. Questo progetto comprende appunto il libro con il relativo book trailer, un video, un blog in cui continuano le avventure delle due protagoniste del libro e soprattutto una community in cui donne di talento mostrano la propria professionalità nei settori più disparati (politica, economia, lavoro…)
Tutto ciò può essere trovato sul sito
www.quoterosashokking.com.
Come è nata l’idea di un progetto così originale e ambizioso?

E’ Rossella la prima a rispondere. Ci racconta di un giorno a Parigi in cui ebbe l’idea, delle mille telefonate a vuoto di cui tempestò il telefono muto di Virginia, fino a trovarla, proporle l’idea, scrivere incessantemente, insieme, a casa di Rossella, per un mese intero.
Le due scrittrici lavoravano per lo stesso giornale. Rossella, illuminata dall’idea di questo progetto, pensò di condividerlo con una ragazza più giovane. Giovani - in realtà - lo sono entrambe, molto: 24 anni Virginia, 35 Rossella. Sta di fatto che la poco più che ventenne e la poco più che trentenne cominciarono la collaborazione che porto il romanzo a vedere la luce. Un’amica di Rossella (sono tutte donne, in questa squadra!) realizzò il sito su cui fu pubblicato il libro. Che, in tre mesi, fu scaricato più di 3000 volte. E così si fecero vivi gli editori…

Il LIBRO
Parliamo del libro: come avete iniziato? Non è stato difficile scrivere un libro “a quattro mani”, tentando di incastrare le storie delle due protagoniste attraverso varie digressioni temporali?
Quanto di voi, delle vostre personalità e della vostra vita vissuta c’è in Milla e Sofia?

Non è stato difficile scrivere a quattro mani, no. Si sono divertite. Certo, occorre aver cura dell’idea, dello svolgimento temporale della storia. Occorre soprattutto scrivere: un mese, di sera, senza sosta.
Di Rossella e Virginia c’è molto, nelle storie di Sofia e Camilla. Rossella come Sofia è un’autrice televisiva free lance, che cerca di insinuare contenuti intelligenti nel pattume in circolazione, tra mille difficoltà. Virginia come Camilla è una studentessa universitaria laureata di triennale in lettere moderne. Come Camilla vuole “girare il mondo e scrivere” e nel cassetto è riposto il sogno del giornalismo (riposto mica tanto: sabato affronterà l’esame per l’ingresso alla scuola di giornalismo… in bocca al lupo!).

Le QUOTE ROSA (meglio se shokking!)
Il titolo originale del libro, bocciato poi dal vostro editore, avrebbe dovuto essere “Donne con le Tette (le palle lasciamole agli uomini)”. “E’ interessante il fatto che da quest’espressione ironica emerge la volontà di sottolineare le diversità esistenti, non di negarle, e di rivendicare una politica di valorizzazione di tali diversità. Che ne pensate del dibattito sulle “quote rosa” in politica? Necessarie per realizzare un’uguaglianza sostanziale in un ambiente, quello della politica, ahimè parecchio ostico per le donne? Oppure favoritismo svilente per le capacità femminili? Quali innovazioni pensate che possano apportare più donne in politica?
Opinioni diverse: per Rossella (così come per le due intervistatrici!) le quote sono necessarie. Virginia, ottimista e idealista, confida nella maturità della società italiana che non dovrebbe aver bisogno di quote per valorizzare a dovere il talento e la bravura delle proprie donne. Replica Rossella che per una vittoria “spontanea” delle pari opportunità si calcola che ci sarebbe da attendere altri 150 anni circa… “e io invece vorrei esserci!”.Virginia: “siete molto convincenti ma io sono una testa dura… :)”.


Le DONNE e il MONDO DEL LAVORO
Nel libro Sofia rimane incinta. Non vuole rinunciare al bambino, ma è consapevole che una scelta diversa comprometterebbe irrimediabilmente la sua carriera di autrice televisiva. Sofia inoltre è una free-lance: ovvero niente indennità di maternità e nessuna tutela. Insomma, una delle tante donne moderne che si trovano alle prese con un mondo lavorativo fatto “a misura di maschio” e che faticano a conciliare carriera/maternità/famiglia senza sacrificare le proprie ambizioni personali. Quali sono secondo voi le politiche di conciliazione più urgenti nel nostro Paese?

Più congedi parentali, più asili nido. La flessibilità è ormai una caratteristica dei nuovi lavori. Ed è una caratteristica non solo subita, ma CERCATA ed ambita dai ragazzi e dalle ragazze della nostra generazione. Nessuno vuole più fare lo stesso lavoro per tutta la vita. Allora occorrono politiche che colgano il senso profondo di questo cambiamento è mettano a punto soluzioni, soprattutto per le donne, che sono i soggetti più colpiti dalle degenerazioni del lavoro flessibile, dalla precarietà.

MILANO
(A Virginia Fiume) Il libro è ambientato a Milano, città che, come dici tu stessa, ami e odi. Cosa ti piace di Milano e cosa invece non sopporti? Che ne pensi di come viene amministrata questa città? In che ambiti secondo te la politica dell’amministrazione comunale è più carente e distratta?
Milano è la sua città, come potrebbe non amarla. Per Virginia Milano è un po’ una città nascosta, da scoprire. Ti conquista poco a poco E questo è uno dei suoi lati affascinanti. Ma può una città che ambisce ad essere europea non valorizzare se stessa? Milano offre molto, se vai a cercare, ma non abbastanza. E’ una città poco luminosa, da tutti i punti di vista: c’è buio sulla proposta culturale e artistica, c’è buio per le strade poco sicure non appena si fa sera. Di notte mancano tutti quei servizi (a partire dai trasporti) che rendono una città viva e vivibile, come accade a Roma.

La TELEVISIONE
(A Rossella Canevari) Sofia è un’autrice televisiva. E’ interessante la digressione che nel libro compie dando un giudizio alla qualità dei programmi trasmessi dalla tv italiana. Sofia si sofferma in particolar modo sui programmi di puro e semplice intrattenimento, secondo lei banali, stereotipati, volgari. Secondo te anche i programmi di semplice intrattenimento non potrebbero essere strumento per veicolare contenuti più sostanziosi? Pensi che la tv debba/possa avere un ruolo formativo? Segnalaci qualche format italiano secondo te interessante e brillante.

L’offerta televisiva italiana – cioè Rai e Mediaste – è piuttosto deprimente, sì. Rossella lavora anche nella Tv satellitare, che è quella che permette minori costrizioni, più libertà e più spazio per proposte innovative e creative. Del palinsesto Rai salva ed elogia decisamente “Report” (“La Gabanelli è un mito!”).
Lla proposta televisiva italiana è carente, piatta e banale per quanto riguarda l’informazione e l’approfondimento politico-culturale, certamente. Ma veniamo all’intrattenimento: deve necessariamente essere stupido, corrivo, volgare? Cita una serie di telefilm stranieri – americani, soprattutto (“Sex and the city su tutti) – che stracciano senza partita i nostri “Un medico in famiglia” e “Carabinieri”. L’intrattenimento può essere intelligente, acuto brillante. E non ha bisogno di ricorrere al trash.
Rossella fa infine riferimento alla spudoratezza della mercificazione del corpo femminile in televisione nel nostro Paese: in tutta Europa deteniamo incontrastati questo imbarazzante primato.

La RETE
Internet è un mezzo potentissimo e affascinante. Il vostro libro è stato dapprima pubblicato on-line, dove sono state scaricate oltre 4000 copie: lì è stato scoperto da un agente ed è diventato ben presto “un libro vero di pagine e carta”. Che ne pensate della blogsfera come mezzo di comunicazione e di divulgazione di cultura? La tesi di laurea di Camilla/Virginia ha proprio questo argomento: analizza il fenomeno di “Nazione Indiana”, un blog letterario-giornalistico collettivo e indipendente (di cui fa parte anche Roberto Saviano, lo scrittore di “Gomorra”). Non pensate che la blogsfera sia lo strumento più idoneo a superare ogni tipo di barriera (culturale, fisica, geografica) alla divulgazione del sapere?

Sì, lo pensano. Il rosashokking project, del resto, non potrebbe prescindere dalla rete.
L’aspetto negativo di Internet, sottolinea Virginia, sta nell’abuso che è facile farne. Le chat, messenger, i blog sono straordinari mezzi di comunicazione, di opportunità culturale e di contatto con persone sparse in tutto il globo, ma tolgono corporeità alle relazioni umane. Bisogna trovare un giusto compromesso. Riservando certe parole, certe confidenze, certe intimità al contatto diretto tra le persone.

“Da quando ha imparato a leggere non ho più smesso”
Così la copertina del libro tra le righe della presentazione di Virginia Fiume. Quali sono le letture preferite di queste due “donne con le tette”?

Rossella: di tutto. “Internazionale”, l’adoro. Libri.. uff, ce ne sono una marea. Ne cita alcuni, tra cui “Il giovane Holden”. I blog, che sono una nuova tipologia di letteratura…
Virginia: legge in modo compulsivo e disordinato. Se in un romanzo l’autore cita altri quattro libri ti pare che lei non vada a leggersene almeno uno? Fin da bambina legge di tutto, dai libri ai giornali alle scatole dei cereali. Su internet, tra link e finestre, si perde letteralmente…

Grazie infinite, ragazze e complimenti per il vostro meritatissimo successo! Alla prossima!!

Vittoria & Alida

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